Che cos’è l’olio di oliva?
L’olio di oliva è un
grasso liquido a temperatura ambiente, di odore e sapore gradevole, ottenuto dalla frantumazione e
spremitura delle olive dopo separazione dalla sansa e dalle acque di vegetazione. Alla temperatura di 15 gradi
ha densità di 0,916 e peso di 916 gr./litro. Chimicamente è costituito per il
98-99 % da una miscela di trigliceridi detta frazione saponificabile e per il rimanente 1-2 % da un’insieme di composti che rappresentano l’ insaponificabile.
Ogni trigliceride è
costruito da tre acidi grassi che esterificano le funzioni alcoliche di una
molecola di glicerolo.
Nell’olio di oliva gli
acidi grassi possono essere presente nelle seguenti forme:


Estreri della glicerina Acidi grassi
Le alterazioni dei grassi sono :
-
Irrancidimento
idrolitico ad opera di lipasi;
-
Irrancidimento
ossidativo di tipo:
a)
enzimatico(lipossidasi) e/o
b)
spontaneo
(favorito da attivatori esterni come calore, luce, catalizzatori metallici)
La frazione
insaponificabile rappresenta l’1-2 % del totale: essa comprende circa 220
sostanze, alcune delle quali hanno valore terapeutico e nutrizionale, altre
rappresentano la parte principale della nota aromatica dell’olio (profumi e
sapori), altre ancora sono efficaci antiossidanti naturali in grado di
conferire al prodotto resistenza all’invecchiamento. Le principali classi di
sostanze sono:
- idrocarburi (50-60 %):
a)
saturi
(paraffine)
b)
insaturi
(squalene, terpeni e politerpeni)
-
alcoli superiori
alifatici e triterpenici (20-35 %)
-
steroli
-
polifenoli (18-37 %)
-
vitamine liposolubili :
tocoferoli (2-3 %)
-
pigmenti colorati :
carotenoidi e clorofille
-
prodotti del metabolismo
secondario (aldeidi, chetoni, esteri …)
-
clorofille
-
tocoferoli
-
polifenoli o C.M.P.
(componenti minori polari)
nelle sostanze grasse
ed in particolare negli oli vegetali è contenuto anche il tocoferolo o vitamina
E (vitamina antisterile); nell’olio estra vergine è stato trovato l’ a-tocoferolo in quantità che giungono fino a 300
mg/l.
(da
Mario Solinas Istituto sperimentale per l’Elaiotecnica di Pescara)
L’olio, sintetizzato
in forma di trigliceridi nei mitocondri delle cellule della drupa, viene
trasferito alla stato molecolare, attraverso il citoplasma, nella cavità
centrale della cellula, il vacuolo, dove rimane immagazzinato fino
all’estrazione.
Nel vacuolo l’olio si
trova in goccioline di qualche micron di diametro ed attorno a queste si
aggregano, a formare una membrana, praticamente tutte quelle sostanze presenti
nell’ambiente, dove vi vengono scaricate dal metabolismo cellulare perché non
più utili o perché tossiche. Durante il procedere della crescita e maturazione
del frutto, questa cavità centrale diviene sempre più grande per poter
contenere tutto il materiale di scarto della cellula; verso la fine della
maturazione essa occupa oltre il 90 % del volume cellulare. Praticamente tutte
le sostanze scaricate dai mitocondri nella cavità centrale si aggregano intorno
alle goccioline di olio a formare una membrana. Durante le fasi di estrazione,
soprattutto durante la macinazione e gramolazione, le goccioline di olio
vengono a contatto con le altre sostanze disciolte nel succo cellulare; la
membrana che le riveste si rompe e si riforma in maniera più complessa
assorbendo, quindi, tutte le sostanze presenti nel frutto, naturalmente ognuna
in funzione del proprio coefficiente di ripartizione tra olio ed acqua di
vegetazione. A questo punto si realizza la composizione definitiva dell’olio e,
quindi, il suo livello qualitativo e le sue caratteristiche organolettiche. Le
operazioni successive del ciclo di estrazione cioè separazione e
condizionamento dell’olio non possono aggiungere nulla di più, quasi sempre
tolgono qualcosa. Prendiamo in considerazione
la classe delle sostanze fenoliche; il trasferimento di queste ultime
dalle olive all’olio non è immediato: nelle olive la maggior parte di esse sono
presenti sotto forma di glucosidi o di esteri, o comunque sono legati a
molecole poco o per nulla solubili nell’olio.
Durante la fase di
molitura e gramolatura, le reazioni enzimatiche di idrolisi liberano, dalle
molecole complesse, fenoli a struttura più semplice, i quali si sciolgono
nell’olio, in funzione del tempo e della temperatura di lavorazione: pertanto,
il tipo e le quantità che residuano nell’olio estratto sono il risultato di vari
fattori. (????) Le sostanze
polifenoliche sono molto importanti per la qualità dell’olio di oliva,
soprattutto prolungano lo shelf-life del prodotto, in quanto essendo energici
antiossidanti, proteggono l’olio dall’attacco dell’ossigeno atmosferico, impedendone
così l’invecchiamento cui si accompagna l’insorgere del difetto di rancidità.
PARAMETRI CHIMICI RILEVANTI PER VALUTARE LA
QUALITA’ DI UN
OLIO
EXTRA VERGINE DI OLIVA
-Acidità limite max
0,8 % in acido oleico
-Perossidi limite max 20
meq ossigeno/Kg
-Analisi
Spettrofotometrica K232 max
2,5-K270 max 0,1-DK max 0,001
-Polifenoli
-Tocoferoli
In particolare, la
conservabilità è determinata analiticamente dal numero di perossidi,
spettrofotometria all’ultra violetto. e grado di acidità.
PARAMETRI CHIMICI RILEVANTI PER VALUTARE LA
GENUINITA’ DI UN
OLIO EXTRA VERGINE DI OLIVA
Composizione acidica, composizione sterolica, analisi
spettrofotometrica U.V. e solventi alogenati. Queste, ed altre analisi
escludono che l’olio extra vergine di oliva sia tagliato con altri oli.